La Centratura Psicofisica

“La centratura è la massima capacità del soggetto di rispondere al presente, affrontando il qui e ora utilizzando le facoltà fisiche integrate a quelle mentali, psicologiche ed emozionali. La centratura permette di gestire lo stress, restando nel porto sicuro anche durante le difficoltà emotive, migliorando la concentrazione, la consapevolezza corporea e la risposta cosciente.”

Stefania Tronconi – La Bioginnastica, Ed. Red, 2009

I primi gradini di Consapevolezza, con la “C” maiuscola, devono avere come oggetto la fondamentale rieducazione sensoriale-percettiva, per essere efficaci.

Come abbiamo appreso durante i nostri primi mesi di vita intrauterina, i sensi e la propriocezione (capacità di sentirsi nell’integrazione corporea fisica e mentale) sono fondamentali per definire e definirsi nell’esistenza materiale e nella realtà.

Durante la nostra crescita e nel corso della vita, il fine è perseguire costantemente la prima centratura funzionale e indispensabile: mantenere la presenza nella realtà, vivendo nel presente, nel corpo e nel pensiero in modo coerente, e dando risposte adeguate alle esigenze che l’esperienza quotidiana richiede.

Armonia ed equilibrio arrivano in seguito, così come tutte le ulteriori centrature psicofisiche che ne conseguono.

In un’ottica psicosomatica, infatti, sappiamo che le centrature, per essere considerate tali e produrre un reale effetto di benessere sulla persona, non possono limitarsi all’aspetto psico-emotivo, ma devono coinvolgere il Soma nel senso più ampio del termine e quindi la sua energia psicofisica.

Per tutto questo è stato provvidenziale il mio incontro con la Bioginnastica®, Riequilibrio Posturale Bioenergetico. Ne sono prima di tutto allievo, al fine di diventare io stesso Bio Operatore di Bioginnastica® grazie alla Scuola di Formazione, e collaborare per un vero approccio psicosomatico e somato-psichico, a seconda di dove sia necessario porre l’accento nel primo passo dell’intervento terapeutico.

L’essere anche docente della scuola di formazione, oltre che rimanere contemporaneamente e umilmente allievo, mi ha permesso di approfondire sempre più l’integrazione mente-corpo, sia nell’esperienza personale sia in quella professionale con Bio Operatori di Bioginnastica® e pazienti.

La centratura psicofisica nella Bioginnastica®

Le numerose ricerche e studi dell’Associazione Bioginnastica® hanno messo in rilievo che questa sinergia corpo-mente, psiche e soma è vincente per le patologie sia croniche sia acute e che la vera prevenzione parte da un allenamento in palestra e nel quotidiano.

La centratura psicofisica, nella visione della Metodologia Bioginnastica®, è la presenza totale nella Consapevolezza e Coscienza di sé stessi che vive nel qui e ora.

In una parola: Presenza. Nel corpo, nella mente, nell’energia che siamo, la presenza vive nella realtà percepita dai sensi, che diventano coscienti a livello cerebrale (mente centrale), integrando le informazioni che derivano da tutti i nostri recettori periferici (mente periferica).

Questa consapevolezza diventa cosciente nel qui e ora e, in base all’osservatore, se presente, integra le informazioni creando un’immagine percepita.

I recettori che inviano informazioni in modo continuo vengono selezionati in base all’intenzionalità, all’aspettativa dell’osservatore e agli obiettivi.

Le emozioni che il corpo vive, sia a livello mentale sia fisico, sono l’energia di cui si colora l’informazione: prendono movimento e bioenergia (energia che si crea a livello biochimico-ormonale e dei neurotrasmettitori, integrata a quella fisica del corpo attraverso l’attivazione nervosa e fasciale).

Questo movimento, nella sua armonia, ci fa agire in modo coerente. Quando invece l’emozione aumenta e si amplifica nel “rimuginamento”, ci decentra, facendoci uscire dall’equilibrio psicofisico, e iniziamo ad avere sensazioni negative e sintomi, fino a vere e proprie patologie croniche.

Tutte le informazioni che arrivano al cervello — riflesse (cervello arcaico – tronco encefalico), talamiche (cervello emozionale), neocorticali e corticali —, una volta elaborate, formulano un’immagine ideomotoria.

Il cervello, integrando, non parla ma crea immagini tridimensionali, in cui pre-sentiamo e si crea la risposta futura.

La consapevolezza ci apre gli occhi che vedono dentro ma osservano fuori; la coscienza si risveglia dagli automatismi e il Sé che vive si apre al presente, vivendo l’esperienza e l’esistenza in modo totale per svilupparsi ed evolversi come identità.

Essere connessi e radicati nel presente

La capacità di essere connessi e radicati permette di essere osservatori: la coscienza si amplifica, esce dall’io, dall’ego, dai preconcetti, dall’educazione e dal giudizio, aprendo orizzonti, intuizioni e soluzioni prima sconosciute.

Essere consapevoli nella presenza del qui e ora espande la conoscenza.

La conoscenza non è studiare, ma connettersi con la propria vibrazione, che diventa più ampia e la cui frequenza si eleva.

Il corpo si integra: la mente inizia a sentire, il corpo a pensare.

“NIENTE È NELL’INTELLETTO CHE PRIMA NON SIA STATO NEI SENSI”. Aristotele

Saper differenziare le sensazioni e le percezioni nella presenza spazio-temporale fa emergere un senso di unità e integrazione verso un’armonia e una fusione tra energia e forza nel radicamento. Tutto questo crea le premesse alla reattività vitale, che risveglia la persona dall’eccessivo “rimuginamento” interiore, il quale induce alla chiusura relazionale ed esistenziale fino alla depressione.

Dalla consapevolezza all’azione

Il cambiamento vero e proprio richiede azione: chi vuole davvero cambiare, agisce.

Acquisite le conoscenze e le consapevolezze fondamentali, tutto va riportato all’azione, attraverso piccoli passi che abbiamo chiamato “Goal”, proprio per evitare di fare passi più lunghi della gamba e cadere, svalutando così il percorso compiuto.

“La coerenza, come integrazione fra il sentire, il pensare e l’agire, porta il movimento in un’onda e in una frequenza che segue il respiro; la coscienza si accende nell’ascolto assoluto fra la melodia e l’armonia, seguendo il ritmo fino a ritrovare l’equilibrio. Il risultato è maggiore energia e una sensazione di benessere.”

Stefania Tronconi

Buon viaggio a tutti.

Dott. Mirco Bonoli
Bio Operatore di Bioginnastica®, Psicologo psicoterapeuta – ideatore del metodo Omeopsicologia.