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Vieni a Saturnia con me?
MAGGIO 2003
Chiedo a Vittorio: vieni a Saturnia con me?
Pensavo mi dicesse di no visto che ha sempre sottovalutato il mio coinvolgimento nella bioginnastica.
Non serve a niente diceva! Se non fai potenziamento, se non sudi, se non fai fatica, a cosa serve?
Con mio grande stupore è venuto e ha iniziato così a conoscere e a capire cosa vuol dire il lavoro della bioginnastica sul corpo. Ne è rimasto entusiasta scoprendo già in quei soli tre giorni che l’allungamento gli ha consentito di incrociare le gambe, cosa che non faceva da quando era bambino. Così ha continuato per tutto l’anno con entusiasmo scoprendo altre sensazioni e traguardi. Ora parlo di me “biodipendente” da quasi 10 anni entusiasta e convinta che la prevenzione alla mia età sia meglio di qualsiasi farmaco nel presente e nel futuro.
Premesso questo, anche quest’anno siamo tornati a Saturnia con lo stesso entusiasmo che avevamo lasciato in questo luogo l’anno prima.
Non avrei mai pensato di provare alla fine del terzo giorno una così grande emozione.
Ero lì, con le gambe in aria, le braccia che mi stringevano il petto, la schiena e il ventre completamente aderenti al pavimento, a tempo di musica strisciando e muovendomi sinuosamente ho avvertito una sensazione di tristezza, di dolore e nello stesso tempo di liberazione; le gambe mi tremavano e non ho saputo trattenere il pianto. Le lacrime mi hanno coperto il viso ed ho iniziato a singhiozzare girandomi e accartocciandomi verso Vittorio che abbracciandomi mi ha chiesto: cosa hai fatto? Che ti succede? Ho risposto: non lo so nemmeno io, ho solo bisogno di piangere, e sentivo le sue braccia che mi davano conforto.
Mi sono lasciata andare al pianto e nello stesso tempo tutte le mie forze se ne stavano andando. Mi sentivo svuotata ma serena, distrutta ma felice.
Grazie Stefania.
 
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