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Ma vai come una scheggia!
Questa frase, incredibilmente, mi è stata rivolta alcuni giorni fa da una mia amica. Dico incredibilmente perché, un anno fa, camminavo zoppicando, insicura, e lamentavo molti dolori fra cui un lancinante male alle ginocchia e una persistente sciatalgia che non voleva abbandonarmi.
Ero disperata.
Ormai avevo provato di tutto: dalla ginnastica in palestra alle terapie più varie, ma senza alcun risultato. Sentivo che il mio corpo era come legato da catenacci che ne impedivano il libero movimento.

Dopo che sono andata in pensione, avendo più tempo libero a disposizione, ho cominciato a concentrarmi maggiormente su me stessa, ad ascoltare il mio corpo ed i segnali che mi inviava. Ho capito che il mio squilibrio fisico era anche energetico e mentale. Poi un grave lutto in famiglia ha fatto precipitare la situazione: il mio corpo aveva rinchiuso dentro tutte le emozioni e le sensazioni. I muscoli si erano rattrappiti e il respiro si era fatto meno profondo.
A rendermi conto di tutto ciò mi ha aiutato una persona che ho conosciuto nel dicembre 2004, mentre ero alla ricerca di qualcosa che non fosse la solita “ginnastica posturale” o “ ginnastica dolce”, che tante volte avevo provato nelle palestre.
Questa persona si chiama Carla ed insegna Bioginnastica, un metodo per il riequilibrio del corpo. Mi ha subito detto che sarebbe stato necessario tanto tempo ed abbiamo iniziato a lavorare individualmente.
Carla è capace, sicura, intuitiva e ama profondamente il suo lavoro. Nonostante abbia alle spalle una lunga esperienza continua a cercare, studiare, sperimentare anche su di sé il lavoro che svolge con gli altri.
So che sarà necessario ancora molto tempo perché il mio corpo si allenti e si rilassi ma già dalle prime sedute ho sentito che era più libero e sciolto. I dolori non sono spariti completamente, ma quando si fanno vivi durano poco, quasi volessero ricordarmi che sono esistiti ma poi se ne vanno.
Anche il mio collo si sta allungando come se venisse fuori da un guscio: ora, mentre sono in auto o cammino, mi rendo conto che è la posizione giusta.
Alla fine delle sedute ascolto il mio corpo che mi trasmette tali sensazioni di benessere da darmi la certezza che, anche se non sono proprio “una scheggia” che piano piano riuscirò a vivere serenamente senza dolori.

CARLA di IMOLA (BO) 15/01/2005

 
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