Progetto sperimentale in collaborazione con Rimini Fiera SpA
Cervicalgie e lombalgie: le conosce bene chi lavora seduto davanti alla scrivania, magari col telefono trattenuto tra orecchio e spalla e gli occhi fissi sullo schermo, mentre le dita scorrono tra mouse e tastiera. “Sono determinate dalle contratture muscolari che si evolvono in algie e dalle tensioni dovute ai tempi stretti e alle relazioni con colleghi, fornitori, clienti…”. Ce ne parla Luca Giacomelli che si occupa di controllo gestione e bilancio presso Rimini Fiera Spa ed è responsabile del progetto. Conosce Bioginnastica da quattro anni: inizialmente per aver frequentato corsi posturali e da due anni come partecipante alla scuola di formazione di Bioginnastica.
È da un po’ di tempo, ci spiega, che i colleghi gli fanno notare il modo rilassato e tranquillo con cui affronta il lavoro anche nei frangenti più stressanti. Lo stress in una società fieristica che programma e gestisce a ciclo continuo eventi internazionali è ormai parte del lavoro.
Luca saggia l’interesse dei colleghi – alcuni conoscono solo marginalmente la Bioginnastica – a introdurre un corso di ginnastica distensiva e riequilibratrice sul posto di lavoro. L’idea piace, così Luca coinvolge l’Associazione Bioginnastica, Biostudio di Riccione e Rimini e Rimini Fiera Spa a organizzare un corso posturale da effettuarsi in ambito lavorativo.
L’associazione vi intravede l’opportunità di un progetto a carattere scientifico-sperimentale, quindi ripetibile in ambiti di lavoro, che possa farsi propulsore di azioni di “responsabilità sociale d’impresa” promosse dalla Commissione europea ancora lo scorso ottobre.

Il progetto, che prevede in via sperimentale un percorso posturale tarato su un gruppo di volontari, viene presentato a Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera Spa. Il progetto viene adottato in quanto rientra nell’impegno etico di Rimini Fiera verso le azioni di best practice e di Corporate social responsibility. Azioni che, in questo caso, prendono in considerazione l’influenza del lavoro sulla salute e sul benessere dei dipendenti. Un impegno che rientra nei modelli gestionali delle imprese orientate al perseguimento del “benessere sociale”: territorio, clienti, fornitori, personale, collaboratori… soggetti che nel loro insieme rappresentano gli stakeholder (i cosiddetti “portatori di interesse” nelle strategie di marketing) senza i quali l’impresa non può sopravvivere e sui quali essa stessa influisce. Il progetto è partito a metà gennaio e prevede una ventina di incontri settimanali a cui partecipa una ventina di volontari.
Quale contributo fornisce Rimini Fiera?
La società ha messo a disposizione una sala congressi, quindi un ambiente confortevole, caldo e dignitoso. I costi sono stati ripartiti in tre parti affinché possano essere sostenibili da tutti: da Rimini Fiera che assorbe un terzo dei costi, dai volontari e dall’associazione che si fanno carico di un terzo ciascuno.
Quali sono gli interessi della società, dei dipendenti e di Bioginnastica?

Il progetto è stato proposto alla società sotto forma di sperimentazione medico-scientifica tarato su un gruppo di 20-25 volontari. Prevede un protocollo di intervento mirato a migliorare la qualità del lavoro e il “modo di vivere” l’ufficio. I benefici attesi sono duplici: benessere psicofisico per i dipendenti e migliori performance aziendali in termini di produttività e propositività per l’azienda.
Su quali criteri scientifici si basa il progetto?
Sul confronto dei dati registrati a inizio e fine del percorso tramite l’analisi posturale computerizzata utilizzando il dispositivo medico Gps 400 di cui si è dotato il Biostudio di Riccione. È un sistema che “fotografa” il soggetto su una pedana posturo-stabilometrica ed elabora i dati rilevando asimmetrie, spostamenti del baricentro e piani di rotazione. Il primo incontro con i volontari si è svolto nel Biostudio di Riccione dove, dopo un primo colloquio individuale per raccogliere le problematiche in essere, a ognuno è stata eseguita l’analisi posturale computerizzata. I parametri insieme a un questionario sullo stato di salute generale sono stati sottoposti a una valutazione medica per definire le linee guida. Al termine del percorso sarà effettuata una nuova analisi posturale computerizzata. Il confronto tra i dati permetterà di registrare i miglioramenti attesi secondo una procedura scientifica e quindi replicabile.
Chi sono i partecipanti?
Il progetto per avere validità scientifica è stato tarato su un gruppo di 23 impiegati volontari che una o due volte alla settimana durante la pausa pranzo si riunisce nella sala conferenze e dedica un’ora alla bioginnastica. Al termine ha ancora a disposizione una mezz’ora per un pasto leggero.
Da chi è tenuto il corso?
Dopo la prima seduta introdotta da Stefania Tronconi, ideatrice del metodo Bioginnastica, il corso sta proseguendo con Maria Fabbri, collaboratrice del Biostudio di Riccione e Rimini. Conoscendo le valutazioni mediche di ogni partecipante e le problematiche tipiche del “mal d’ufficio” può indirizzare il percorso avendo cura anche di quei soggetti a cui sono state riscontrate delle patologie, quali l’ernia del disco.
Sono già emersi degli aspetti caratterizzanti?
Chi lavora tutti i giorni in ufficio risente fisicamente delle contratture muscolari nella parte alta del tronco, legate a scarso movimento, posture scorrette e stress che col tempo possono evolversi in disturbi o patologie, quali cervicalgie e lombalgie. Il poter osservare direttamente sul posto di lavoro gli atteggiamenti e gli squilibri posturali prevalenti permette a Maria di elaborare delle linee guida appropriate al lavoro d’ufficio. Al termine del percorso i partecipanti compileranno un nuovo questionario medico sullo stato di salute percepito, saranno sottoposti all’analisi posturale con il Gps 400 e a una visita medica per valutare gli effetti del riequilibrio posturale a livello psicofisico.
Quale riscontro c’è stato finora?
Positivo, soprattutto di interesse per il progetto e per la metodologia di Bioginnastica. Il fatto che su 110 dipendenti si siano iscritti in 23 è già un riconoscimento. Sono stati apprezzati sia l’accuratezza della prima visita sia l’analisi posturale computerizzata tramite il dispositivo medico. C’è impegno e partecipazione attiva: già alla seconda lezione i partecipanti avevano assorbito il messaggio di Bioginnastica: l’ascolto del corpo iniziando a percepire le prime differenze tra inizio e fine lezione. Bioginnastica non è “new age”, è un metodo scientifico che può portare del vero benessere nelle aziende.
Il progetto sarà riproposto in altri ambiti di lavoro?
“Postura e ufficio” è un progetto innovativo con un protocollo d’intervento mirato a disegnare le linee guida per il benessere in ufficio. È anche un progetto sperimentale di best practice e di Corporate social responsabilità. Se i risultati saranno positivi, il progetto sarà senz’altro promosso in altre aziende.
Quando saranno resi pubblici i risultati?

A maggio con una conferenza stampa durante RiminiWellness, l’appuntamento più importante del fitness, cui l’associazione Bioginnastica partecipa da anni con lo stand del Biovillaggio.
Qui sotto puoi leggere il comunicato stampa di Rimini Fiera ripreso su diversi quotidiani.













