Progetto “Postura e ufficio”

Progetto sperimentale in collaborazione con Rimini Fiera SpA

Cervicalgie e lombalgie: le conosce bene chi lavora seduto davanti alla scrivania, magari col telefono trattenuto tra orecchio e spalla e gli occhi fissi sullo schermo, mentre le dita scorrono tra mouse e tastiera. “Sono determinate dalle contratture muscolari che si evolvono in algie e dalle tensioni dovute ai tempi stretti e alle relazioni con colleghi, fornitori, clienti…”. Ce ne parla Luca Giacomelli che si occupa di controllo gestione e bilancio presso Rimini Fiera Spa ed è responsabile del progetto. Conosce Bioginnastica da quattro anni: inizialmente per aver frequentato corsi posturali e da due anni come partecipante alla scuola di formazione di Bioginnastica.

È da un po’ di tempo, ci spiega, che i colleghi gli fanno notare il modo rilassato e tranquillo con cui affronta il lavoro anche nei frangenti più stressanti. Lo stress in una società fieristica che programma e gestisce a ciclo continuo eventi internazionali è ormai parte del lavoro.

Luca saggia l’interesse dei colleghi – alcuni conoscono solo marginalmente la Bioginnastica – a introdurre un corso di ginnastica distensiva e riequilibratrice sul posto di lavoro. L’idea piace, così Luca coinvolge l’Associazione Bioginnastica,  Biostudio di Riccione e Rimini e Rimini Fiera Spa a organizzare un corso posturale da effettuarsi in ambito lavorativo.

L’associazione vi intravede l’opportunità di un progetto a carattere scientifico-sperimentale, quindi ripetibile in ambiti di lavoro, che possa farsi propulsore di azioni di “responsabilità sociale d’impresa” promosse dalla Commissione europea ancora lo scorso ottobre.

Il progetto, che prevede in via sperimentale un percorso posturale tarato su un gruppo di volontari, viene presentato a Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera Spa. Il progetto viene adottato in quanto rientra nell’impegno etico di Rimini Fiera verso le azioni di best practice e di Corporate social responsibility. Azioni che, in questo caso, prendono in considerazione l’influenza del lavoro sulla salute e sul benessere dei dipendenti. Un impegno che rientra nei modelli gestionali delle imprese orientate al perseguimento del “benessere sociale”: territorio, clienti, fornitori, personale, collaboratori… soggetti che nel loro insieme rappresentano gli stakeholder (i cosiddetti “portatori di interesse” nelle strategie di marketing) senza i quali l’impresa non può sopravvivere e sui quali essa stessa influisce. Il progetto è partito a metà gennaio e prevede una ventina di incontri settimanali a cui partecipa una ventina di volontari.

Quale contributo fornisce Rimini Fiera?

La società ha messo a disposizione una sala congressi, quindi un ambiente confortevole, caldo e dignitoso. I costi sono stati ripartiti in tre parti affinché possano essere sostenibili da tutti: da Rimini Fiera che assorbe un terzo dei costi, dai volontari e dall’associazione che si fanno carico di un terzo ciascuno.

Quali sono gli interessi della società, dei dipendenti e di Bioginnastica?

Il progetto è stato proposto alla società sotto forma di sperimentazione medico-scientifica tarato su un gruppo di 20-25 volontari. Prevede un protocollo di intervento mirato a migliorare la qualità del lavoro e il “modo di vivere” l’ufficio. I benefici attesi sono duplici: benessere psicofisico per i dipendenti e migliori performance aziendali in termini di produttività e propositività per l’azienda.

Su quali criteri scientifici si basa il progetto?

Sul confronto dei dati registrati a inizio e fine del percorso tramite l’analisi posturale computerizzata utilizzando il dispositivo medico Gps 400 di cui si è dotato il Biostudio di Riccione. È un sistema che “fotografa” il soggetto su una pedana posturo-stabilometrica ed elabora i dati rilevando asimmetrie, spostamenti del baricentro e piani di rotazione. Il primo incontro con i volontari si è svolto nel Biostudio di Riccione dove, dopo un primo colloquio individuale per raccogliere le problematiche in essere, a ognuno è stata eseguita l’analisi posturale computerizzata. I parametri insieme a un questionario sullo stato di salute generale sono stati sottoposti a una valutazione medica per definire le linee guida. Al termine del percorso sarà effettuata una nuova analisi posturale computerizzata. Il confronto tra i dati permetterà di registrare i miglioramenti attesi secondo una procedura scientifica e quindi replicabile.

Chi sono i partecipanti?

 

Il progetto per avere validità scientifica è stato tarato su un gruppo di 23 impiegati volontari che una o due volte alla settimana durante la pausa pranzo si riunisce nella sala conferenze e dedica un’ora alla bioginnastica. Al termine ha ancora a disposizione una mezz’ora per un pasto leggero.

Da chi è tenuto il corso?

Dopo la prima seduta introdotta da Stefania Tronconi, ideatrice del metodo Bioginnastica, il corso sta proseguendo con Maria Fabbri, collaboratrice del Biostudio di Riccione e Rimini. Conoscendo le valutazioni mediche di ogni partecipante e le problematiche tipiche del “mal d’ufficio” può indirizzare il percorso avendo cura anche di quei soggetti a cui sono state riscontrate delle patologie, quali l’ernia del disco.

Sono già emersi degli aspetti caratterizzanti?

 

Chi lavora tutti i giorni in ufficio risente fisicamente delle contratture muscolari nella parte alta del tronco, legate a scarso movimento, posture scorrette e stress che col tempo possono evolversi in disturbi o patologie, quali cervicalgie e lombalgie. Il poter osservare direttamente sul posto di lavoro gli atteggiamenti e gli squilibri posturali prevalenti permette a Maria di elaborare delle linee guida appropriate al lavoro d’ufficio. Al termine del percorso i partecipanti compileranno un nuovo questionario medico sullo stato di salute percepito, saranno sottoposti all’analisi posturale con il Gps 400 e a una visita medica per valutare gli effetti del riequilibrio posturale a livello psicofisico.

Quale riscontro c’è stato finora?
Positivo, soprattutto di interesse per il progetto e per la metodologia di Bioginnastica. Il fatto che su 110 dipendenti si siano iscritti in 23 è già un riconoscimento. Sono stati apprezzati sia l’accuratezza della prima visita sia l’analisi posturale computerizzata tramite il dispositivo medico. C’è impegno e partecipazione attiva: già alla seconda lezione i partecipanti avevano assorbito il messaggio di Bioginnastica: l’ascolto del corpo iniziando a percepire le prime differenze tra inizio e fine lezione. Bioginnastica non è “new age”, è un metodo scientifico che può portare del vero benessere nelle aziende.

Il progetto sarà riproposto in altri ambiti di lavoro?

Postura e ufficio” è un progetto innovativo con un protocollo d’intervento mirato a disegnare le linee guida per il benessere in ufficio. È anche un progetto sperimentale di best practice e di Corporate social responsabilità. Se i risultati saranno positivi, il progetto sarà senz’altro promosso in altre aziende.

Quando saranno resi pubblici i risultati?

A maggio con una conferenza stampa durante RiminiWellness, l’appuntamento più importante del fitness, cui l’associazione Bioginnastica partecipa da anni con lo stand del Biovillaggio.

 Qui sotto puoi leggere il comunicato stampa di Rimini Fiera ripreso su diversi quotidiani.

Nota stampa 16-01-2012 di Postura e Ufficio  

Stage residenziale: “Il corpo, la nostra storia”

“Il corpo: la nostra storia”

È l’ultimo stage residenziale del 2011 che si è tenuto a Galzignago Terme dal 4 al 6 novembre. Abbiamo raccolto la testimonianza di due socie che da diversi anni partecipano ai nostri stage residenziali oltre ai corsi di gruppo durante l’anno. Sono due testimonianze del lavoro fatto in tanti anni sul “benessere globale della persona”, corpo e mente, e sul riconoscimento del corpo come registro della nostra storia, del nostro stile di vita e delle nostre emozioni. E di come sia necessario dare al corpo il giusto tempo per ritrovare e mantenere l’equilibrio globale tra tutte le sue componenti, fisiche e mentali.

Maria Giulia è una paladina dell’associazione fin dai suoi esordi. Da quando l’ha sperimentata e coltivata, fin dal lontano 1996, l’ha fatta conoscere a tutta la famiglia – marito, figli e mamma – e alle amiche che a loro volta vi hanno portato i figli… Il 1996 è un anno fatidico per lei: è l’anno in cui deve subire più interventi ai piedi per alluce valgo e dita a martello. “Sfortunatamente la prima operazione riesce male e non mi dà l’esito che attendevo”, ci racconta Maria Giulia. “Anzi, sono costretta a sottopormi a un nuovo intervento, e questa volta scelgo di andare in Svizzera. Ma l’esito ha conseguenze talmente peggiorative che mi obbliga a sottopormi a una terza operazione”. Questa volta Maria Giulia sceglie di rimanere a Lugo. “Sapevo che l’intervento era ancora in via quasi sperimentale e che non avrebbe potuto essere risolutivo”. A questa serie di eventi, Maria Giulia deve sommare una scoliosi di carattere ereditario. Si sottopone quindi a una serie di massaggi presso vari fisioterapisti. Pratiche che non le offrono l’atteso sollievo. “Tuttora ho un arto semi-rigido e più sottile e utilizzo un plantare per riequilibrare la postura”.

“Per caso, proprio in quel periodo, vengo a conoscenza dell’associazione Bioginnastica. Scopro così un mondo del tutto nuovo per me, che introduce nella pratica fisioterapica i principi del benessere globale della persona, del rilassamento, della decontrazione e dell’automassaggio. Da allora continuo ogni anno a partecipare ai corsi di gruppo posturali, in cui apprendo anche una serie di esercizi che posso riprodurre a casa da sola. E partecipo inoltre, con vivo piacere agli stage residenziali, come l’ultimo a Galzignano Terme. Giorni che vivo come dedicati pienamente a me stessa, una piccola vacanza tutta per me, in cui il rapporto con le altre persone e le istruttrici svolge una parte significativa nel processo della consapevolezza”.

Barbara è di Faenza, ha 47 anni e un negozio di abbigliamento. “Sono costretta a stare tutto il giorno in piedi dietro il bancone, questa è la causa primaria di dolori continui e debilitanti alla schiena. Lo stare sempre in piedi mi porta ad assumere posture scorrette senza nemmeno accorgermene e falsamente defatiganti”. Sette anni fa Barbara conosce l’associazione Bioginnastica, segnalatale da Luigi Marcello Monsellato, medico chirurgo, specialista in ortopedia, psicologo e omeopata. Da allora partecipa ai corsi di gruppo e individuali con Stefania e alla maggior parte degli stage residenziali, come a Ischia o l’ultimo a Galzignano Terme. “ Gli stage residenziali per me sono ideali sia per uscire dal mio ambiente sia per sciogliere finalmente le rigidità che nemmeno più avverto dopo giornate intere trascorse in negozio. Quello che più apprezzo di uno stage residenziale sono i momenti di vero rilassamento, è incredibile quante emozioni fuoriescono mentre siamo a terra in fase di decontrazione e Stefania ci parla… Lei riesce sempre a riportarci al qui e ora, all’ascolto e alla consapevolezza del qui e ora del nostro corpo e della nostra mente. Per me lo stage residenziale rappresenta una fuga dalle mille incombenze e preoccupazioni che mi costringono a uno stile vita stressante; e solo nei tre giorni di stage riesco a percepire pienamente tutte le rigidità del mio corpo, a riconoscere come esse siano collegate alla mia storia e riflettano il mio stile di vita… sono momenti in cui posso respirare liberamente…” .

Colloquio con Stefania Tronconi

Durante queste interviste ho riscontrato una profonda gioia e anche gratitudine nel poter comunicare le esperienze e le emozioni vissute nella tre giorni. Maria Giulia e Barbara mi hanno riassunto le loro vicissitudini e come le hanno superate dopo aver scoperto la bioginnastica.

«Gli stage residenziali sono un po’ le nostre “vacanze” che organizziamo per i soci. Sono momenti importanti perché i partecipanti possono lavorare più in profondità rispetto ai corsi annuali. Difatti noi riscontriamo dei cambiamenti notevoli a livello fisico, emotivo e anche relazionale. La relazione è un momento fondamentale del gruppo perché il tempo trascorso insieme dà modo alle emozioni di fuoriuscire liberamente. Mentre al termine di una lezione normale si finisce tutti per scappare via rincorrendo le incombenze quotidiane che ci assorbono come spugne!»

«Inoltre le persone che hai intervistato sono davvero ammirevoli: fanno ginnastica regolarmente tutto l’anno e riescono a concedersi delle giornate tutte per sé “abbandonando” la famiglia senza i soliti sensi di colpa, come succede spesso a noi donne quando riusciamo a ritagliarci piccoli spazi per metterci noi al centro dell’attenzione».

Come è formulato questo stage residenziale?

«È uno stage molto libero, articolato sul corpo, in particolare sulla storia del corpo in quanto riflesso del nostro vissuto. All’inizio i partecipanti disegnano la sagoma del proprio corpo e con alcune crocette segnalano le parti in cui avvertono delle sofferenze. Noi li invitiamo a collegare queste parti alle emozioni che percepiscono: rabbia, paura, pesantezza… Lavoriamo quindi su questi settori del corpo a seconda delle emozioni che scaturiscono. Alla fine dello stage facciamo ridisegnare la sagoma del corpo e tutti i disegni risultano sensibilmente diversi!»

 Hai detto che l’aspetto relazionale è importante negli stage residenziali. Come lo gestite?

«Cerchiamo di mantenere un numero relativamente basso di partecipanti per offrire un ambito familiare. Normalmente sono presenti una quindicina di persone, massimo trenta in alcune occasioni. E comunque sempre un istruttore ogni dieci per poter seguire bene tutti. Il piacere di un lavoro fatto bene a livello personale, anche se dentro un gruppo, è sempre reciproco. Al di sopra dei trenta si rischia di perdere il contatto, la relazione».

Quale rapporto rimane fra voi e i corsisti?

«Questi stage sono aperti  a tutti, ma la maggior parte dei partecipanti frequenta già i nostri Bio-studi presenti ormai in più città. Quando vado a tenere una lezione nei centri che frequentano è un’occasione per vedere i progressi conseguiti ed anche per mantenere viva una certa continuità di rapporto. Ci affidiamo anche a questo nuovo spazio virtuale, il blog di Bioginnastica, per far crescere questi rapporti iniziati in momenti particolari di consapevolezza. Spero che sia apprezzato e che tutti possano usufruirne per uno scambio reciproco di relazioni e emozioni».

 

 

Seminario di riprogrammazione posturale

 Un nuovo approccio per le sofferenze posturali: l’odontoiatria

La postura è espressione della nostra storia: è memoria storica del vissuto fisico e del vissuto emozionale. Di traumi fisici ed emotivi. Di posture scorrette assunte sul lavoro o a casa. Le patologie posturali possono risalire quindi a cause diverse pur manifestandosi in identico modo.

Dall’assunzione di questo principio nasce l’esigenza di un approccio multidisciplinare per studiare, prevenire e curare le patologie posturali. Bioginnastica lavora già da tempo su protocolli interdisciplinari e questo ha permesso di organizzare lo scorso ottobre il seminario di “Valutazione e riprogrammazione della postura come prevenzione e riabilitazione” aperto a vari professionisti: odontoiatri, fisiatri, medici dello sport, fisioterapisti, osteopati e istruttori di bioginnastica.

Abbiamo chiesto a Stefania Tronconi, organizzatrice e relatrice del corso, di raccontarci il ruolo e la funzione che può svolgere un odontoiatra nell’analisi e nella terapia  di patologie posturali.

«Ha un ruolo rilevante poiché alcune patologie, come emicranie o cervicali, ma non solo, possono originare da un’imperfetta occlusione dentale, che determina un precontatto tra i denti costringendo la mandibola a movimenti non fisiologici. Sono classificate come “sindromi cranio-mandibolo-cervicali e posturali”. L’occlusione imperfetta causa uno stress dei muscoli della mandibola che si ripercuote sui muscoli del collo, delle spalle e, a scendere, fino al bacino, agli arti e ai piedi modificando l’intero asse posturale. Solo un’attenta analisi posturale effettuata con un sistema computerizzato permette di risalire alle cause e di procedere alla riprogrammazione del paziente o dello sportivo.

Dr. Pelosi, odontoiatraPer questo motivo abbiamo invitato Andrea Pelosi, odontoiatra specializzato in disturbi posturo-occlusali. È coordinatore dell’Accademia Posturocclusale  e professore a contratto del corso di laurea in Scienze motorie dell’università di Parma. Ha numerose pubblicazioni al suo attivo e un libro tradotto in inglese e spagnolo sulle “Interferenze orali nelle sindromi cranio-mandibolo-cervicali e posturali”. Come consulente del Coni ha fatto parte di alcune commissioni mediche interdisciplinari, come quella della Fisi, la federazione degli sport invernali, seguendo atleti di levatura internazionale.

L’approccio multidisciplinare gli ha permesso di migliorare le loro prestazioni atletiche attraverso l’applicazione di un semplice dispositivo orale, chiamato bite, che riporta la mandibola in una posizione fisiologicamente corretta.

In pratica, partendo dall’analisi posturale globale, l’odontoiatra verifica se i diversi carichi posturali che si riflettono sui piedi o l’eventuale spostamento del baricentro si possono far risalire ai muscoli del collo e della mandibola. Se la causa è un’imperfetta occlusione dentale, il percorso riabilitativo è di primaria competenza odontoiatrica piuttosto che ortopedica».

Come si controllano i risultati?

Analisi posturale computerizzata«Tramite test posturali effettuati su una particolare pedana computerizzata. L’odontoiatra man mano che interviene sulla bocca e sull’apparato mandibolare applicando dei sottilissimi bite, monitora i cambiamenti dei carichi posturali. Un software registra e rielabora tutti dati: modifiche del baricentro, della colonna vertebrale, del bacino, dei carichi d’appoggio… Questo permette di curare le patologie posturali originate dall’apparato mandibolare in modo più preciso e rapido».

Il ruolo di un medico dello sport e di un fisioterapista è più intuitivo…

«Certo, nella prima parte del seminario ci siamo confrontati partendo dalle nostre diverse specializzazioni per comprendere il ruolo di ciascuno di noi rispetto alle patologie posturali. L’obiettivo è di comprendere quale contributo può dare, ad esempio, un odontoiatra nell’analizzare e trattare un disturbo posturale che appare originato dalla testa, dal collo o dalla mandibola e quale contributo possono dare gli altri specialisti».

L’approccio multidisciplinare vi permette di lavorare su diversi fronti contemporaneamente…

«Non solo, di arrivare prima a scoprire le cause, che possono essere molteplici, e a riprogrammare il percorso terapeutico. Partiamo da prospettive diverse e quando troviamo un punto d’incontro procediamo insieme verso un’unica direzione. Tutto diventa più semplice e rapido».

Nel pomeriggio si è tenuta la parte pratica…

«Sì, ho illustrato a medici e fisioterapisti che non conoscevano il metodo Bioginnastica i principi secondo cui lavoriamo, quindi ho proposto esercizi fisici per la mandibola e per la muscolatura più strettamente collegata: collo, spalle e schiena. L’obiettivo era di portarli a misurarsi con la nostra metodologia, ad esempio con l’automassaggio, per renderli consapevoli delle tensioni che accumuliamo a livello di mandibola. Abbiamo proiettato un video della nostra Chiara Verlicchi, in cui è ben visibile quanto lo stringere i denti sia collegato alle tensioni muscolari ed emotive quali rabbia, sofferenza, fatica. Abbiamo collegato i concetti di ascolto del corpo ed emozione, come facciamo quotidianamente nei nostri studi».

Come si “ascolta” il corpo?

«Occorre imparare a percepire le contratture muscolari mettendosi all’ascolto delle percezioni fisiche. Quante volte noi non ci accorgiamo della contrazione della mandibola, dello stringere i denti durante uno sforzo o per una moto di rabbia repressa? Con il nostro metodo ci mettiamo anzitutto nella condizione di porre la massima attenzione alle percezioni fisiche. Quando abbiamo compreso il discorso fisico, passiamo a collegarlo alle emozioni: è più facile allora che chi stringe i denti si riconosca in questo gesto quando esegue uno sforzo fisico o per un moto di rabbia.

Infine diamo degli input affinché le persone ritornate nel loro ambiente di lavoro o a casa possano collegare il discorso fisico non solo alle posture dovute al lavoro, a una “fatica fisica” ma anche alle “fatiche emotive”. Quando le riconosciamo, allentiamo la tensione muscolare. E se non lo possiamo fare nell’immediato, perlomeno ne abbiamo la consapevolezza e già questo ci permette di farci un po’ meno male. La continua tensione muscolare, l’irrigidimento delle spalle, lo stringere i denti, quando si accumulano diventano pietre!»

Quando si parla di sistema computerizzato cosa si intende?

Analisi posturale computerizzata«Sì’intende un’analisi posturale computerizzata tramite pedane posturo-stabilometriche. Si pone la persona di fronte a una griglia e a un filo a piombo virtuale e si scattano quattro immagini fotografiche di fronte, di schiena e di lato. I dati sono elaborati da un programma che ci permette di scoprire le asimmetrie, gli spostamenti avanti o indietro del baricentro e i vari piani di rotazione. Se si va oltre determinati parametri con una parte del corpo, allora siamo alla presenza di una postura non fisiologica. L’analisi posturale computerizzata ci aiuta a capire da dove partire con la riprogrammazione posturale e a registrare in modo scientifico i miglioramenti. Inoltre aiuta a consapevolizzare la persona che ovviamente non può rendersi conto ad esempio delle posizioni scorrette che assume con la schiena. Può avvertire un dolore alla spalla, ma attraverso l’analisi posturale possiamo risalire all’origine, per esempio a una rotazione».

Immagino che questo possa rivelarsi utile anche per i bambini…

“Soprattutto per i bambini, che sono in età evolutiva: abbiamo avuto dei risultati fantastici con bambini affetti da scoliosi. Già dopo tre mesi potevamo registrare dei miglioramenti apprezzabili e valutabili in centimetri. Poiché l’analisi posturale computerizzata è una pratica ripetibile, misurabile e certificata dai grafici, assume anche un valore di scientificità. Peraltro a costo biologico nullo perché si evita la ripetizione di esami radiografici».

C’è stata anche una buona partecipazione di fisioterapisti e osteopati…

«Sì, una parte importante del seminario è stata la testimonianza del nostro fisioterapista, Michele Golfari. I fisioterapisti tendono a lavorare sul paziente e ben poco su sé stessi. Mentre è importante lavorare anche su di noi per rilassarci. Durante il corso molti di loro hanno testato su di sé la nostra metodologia».

L’interdisciplinarietà sta diventando una vostra peculiarità…

«Lo è da tempo e sarà il leitmotiv del nostro prossimo congresso. L’allargamento a più competenze ci permette di arrivare prima a risultati certi. Le competenze s’intrecciano fra loro e da qui nascono più punti di riflessione. A lavorare a comparti stagni si rischia invece di considerare per anni un solo settore per scoprire a volte di dover ripartire da un’altra prospettiva.

Per questo motivo abbiamo attivato un rapporto molto stretto con Lorenzo Baldini, specialista in medicina dello sport e posturologia, docente al corso di laurea di Scienze motorie a Parma e in alcuni corsi di odontoiatria. Questa cooperazione ci permette di valutare costantemente le nostre sperimentazioni.

I suoi interventi sono sempre molto partecipati e suscitano moltissime domande di approfondimento. Anche questa volta è partito dalla differenza tra percezione e sensazione per arrivare a parlare dei recettori, della sensibilità del corpo rispetto a ciò che facciamo, dell’integrazione del sistema nervoso per cui stimoli e sensazioni si trasformano in percezioni e movimenti. Sono sfaccettature che difficilmente si ritrovano nei manuali e che meritano un confronto allargato».

Ebbene, Bioginnastica, anche attraverso questo spazio, il blog,  intende mantenere un canale sempre aperto con i nostri soci per uno scambio reciproco di comunicazione: da parte nostra pubblicheremo le  attività e gli studi che portiamo avanti e dall’altra invitiamo tutti a comunicarci le loro opinioni, eventuali dubbi e le esperienze in merito.

Per approfondire:

• Accademia Posturocclusale: www.ap.pr.it

• Global Postural System: www.globalposturalsystem.com/it

 

 

 

Nasce il blog di Bioginnastica


Con la crescita e l’espansione di Bioginnastica® è maturato un bisogno forte di identità e community. Soci e istruttori sono presenti in più regioni. Corsi ed eventi richiamano partecipanti da ogni luogo d’Italia. Come RiminiWellness, dove la bianca cupola del Biovillaggio® ha visto avvicendarsi, lezione dopo lezione, centinaia di ospiti e visitatori.

Con la crescita è maturata l’esigenza di fruire di nuove forme di comunicazione: più veloci, più flessibili, più interattive.

Il blog di Bioginnastica® risponde perfettamente a questo bisogno, perché è uno spazio libero e interattivo che favorisce il flusso costante di riflessioni, opinioni e approfondimenti a cui seguono feedback immediati, da e verso l’associazione, e tra i lettori stessi.

Difatti,  al termine di uno stage o di un evento, di solito prende vita un rapido scambio di indirizzi tra corsisti, istruttori e relatori con la promessa di mantenersi in contatto o di non perdersi più di vista.

Ma il tempo è tiranno e gli indirizzi si perdono, lasciando inevaso il desiderio di consolidare conoscenze o amicizie create o rinnovate. Il blog rende immediati e semplici  sia lo scambio di idee sulle attività seguite sia la partecipazione attiva alla vita dell’associazione.

Il blog, quindi,  è il cuore, la vocel’alleato, la fonte vivificante dell’associazione Bioginnastica®.

Il sito rappresenterà sempre la pagina istituzionale, con i suoi contenuti tecnici e formativi, con la presentazione di corsi ed eventi, con calendari, relazioni, immagini… Avrà entro breve un restyling mirato a promuovere la storia, la vita e lo sviluppo dell’associazione Bioginnastica®.

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RiminiWellness 2011

Biovillaggio® a RiminiWellness 2011

Sotto la bianca cupola di Bioginnastica si respirava anche quest’anno un’atmosfera familiare, accogliente, come di un rientro in famiglia. Di nuovo l’associazione si è presentata nella sua veste migliore. E il pubblico ha riempito ora dopo ora, per quattro giorni di seguito, il tendone sotto cui si tenevano le attività. Un afflusso ininterrotto di professionisti – istruttori, medici, fisioterapisti, sportivi… – e di visitatori interessati a provare le lezioni gratuite di Bioginnastica®.

“Un’oasi di relax immersa nel tumulto di RiminiWellness” è stata certamente la definizione più appropriata data dall’intervistatrice televisiva al BioVillaggio® durante la ripresa televisiva con Stefania Tronconi.

Tra le novità di quest’anno, la splendida – e purtroppo unica in tutto il salone – coreografia dedicata al 150° Unità d’Italia. A partire dall’ingresso tricolore, fino all’arredamento con i mobili degli artisti di Creavita che hanno riportato in vita mobili del passato con le stampe dei quotidiani di allora. Essenziali ed emozionanti le poesie come le musiche inedite portate in concerto dal maestro Walter Prone*** e dedicate al cuore degli italiani.

Cromoterapia, zone verdi, vasche d’ acqua, il sale naturale di Cervia, tutto riportava alla natura, alla vita, alle origini.

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